Se siete tra i molti che sentivano la mancanza della più famosa saga horror di sempre o del mitico Freddy con le sue unghie taglienti, Netflix esaudirà il vostro desiderio. Dal 1 settembre sono disponibili sulla piattaforma streaming L’esorcista: La Genesi, L’esorcista III, Nightmare – Dal profondo della notteNightmare 2 – La rivincita e Nightmare 3 – I guerrieri del sogno.

Il terzo capitolo della saga dell’Esorcista è ambientato 15 anni dopo il film originale, quando un serial killer misterioso mette in difficoltà il tenente Kinderman. Si tratta della storia vera del Killer dello Zodiaco, da cui ha tratto ispirazione anche David Fincher per il suo thriller Zodiac – che trovate sempre su Netflix. Nel prequel La Genesi viene raccontata la storia dell’ex sacerdote Lankaster Merrin e di come abbia involontariamente liberato il demone Pazuzu portando alla luce una reliquia durante degli scavi archeologici in Kenya. Da quel momento Pazuzu inizia a seminare odio e morte nel mondo, ingaggiando uno scontro senza tregua che tormenterà l’ex sacerdote. In quanto all’iconico Freddy, i capitoli secondo e terzo della sua saga raccontano i sei anni successivi alla vicenda originale, seguendo le sanguinose malefatte dell’uomo dalle unghie d’acciaio.

Il cambio di paradigma dall’horror classico al post-horror contemporaneo è stato un mutamento inevitabile e, a ben vedere, meno drastico di quanto sembri, come se si trattasse di un nuovo capitolo di un genere da sempre aperto a contaminazioni e novità che lo tengano in vita. It Follows nel 2014 ha entusiasmato pubblico e critica per le atmosfere claustrofobiche, la colonna sonora angosciante e il profondo senso di inquietudine della narrazione. Nonostante l’idea dell’entità maligna senza nome che perseguita i giovani protagonisti sia un canovaccio piuttosto tradizionale, il film rivisita il tema persecutorio in chiave sessuale, attualizzandolo.

Il passato del genere, con tutti i suoi stilemi, non viene oggi rigettato né marchiato come antiquato, ma diventa per i registi un bacino da cui trarre materiale su cui lavorare, in un panorama cinematografico in continua evoluzione. Ciò che fa paura cambia in relazione al contesto storico, politico, sociale e al modificarsi del grado di sicurezza offerto dall’ambiente in cui ci si trova, con tutti i timori che ne derivano; di conseguenza si modificano le modalità con cui viene rappresentato il terrore, collettivo o personale, che invade la nostra vita.

La linea di continuità tra passato e presente dell’horror passa anche attraverso le saghe ormai diventate dei classici: i sogni che intrappolano le vittime di Freddy e gli esorcismi sono ancora oggi tematiche sentite e continuano a costituire un oggetto di studio. L’esplorazione della dimensione onirica ha portato alla stesura di saggi psichiatrici e a speculazioni più o meno ragionate sull’interpretazione di che cosa vogliano comunicare, ma anche le possessioni continuano a emergere nei casi di cronaca (uno eclatante accadde in Romania qualche anno fa, con protagonisti un prete scomunicato e una bambina bollata come “maledetta”).

Sia gli esorcismi che i sogni tormentati continuano a essere elementi fondamentali nel cinema horror odierno, basti pensare al successo strepitoso di critica e pubblico riservato a Hereditary (Ari Aster, USA, 2018) al meno esplosivo ma chiacchierato Somnia (Mike Flanagan, USA, 2018), che recuperano rispettivamente immaginari di possessione (seppur sia una tematica molto marginale nel complesso della trama) e incubi.

La filmografia degli autori di genere contemporanei, tra cui spicca Ari Aster (più con Hereditary che con Midsommar), deve fare i conti con il lascito dei film precedenti incentrati su entità extra-mondane, ma non si tratta di limitarsi a riprendere spunti narrativi, quando piuttosto di condividere con chi li ha preceduti un sentimento comune, una voglia di stupire con mezzi nuovi, di rappresentare un male che non può essere facilmente espiato e che corrode intere generazioni.

Netflix non costituisce solo un ponte col passato che colmi la nostalgia e conquisti facile i fan del genere, ma un contenitore storico il più possibile completo, che mette a disposizione delle nuove generazioni un patrimonio cinematografico invidiabile e restituisce nuova vita all’horror del passato, consentendogli di dialogare con la recente ondata di horror post-moderno.

Federico Squillacioti