Voto

5.5

Mathieu è un ragazzo delle banlieue che vive di espedienti e piccoli furti; Pierre è il direttore di un prestigioso conservatorio parigino che beve vino rosso e abita in centro città. Due strade che scorrono parallele e per un imprevedibile gioco del caso si incontrano di fronte al pianoforte di una stazione Parigina. Lì, in quel non-luogo, uno è alla disperata ricerca di una svolta, l’altro esibisce timidamente il suo talento naturale per la musica.

Che si tratti di musica o di pugilato, un certo cinema ama crogiolarsi nelle storie di riscatto e gode nel gettare i suoi protagonisti nella polvere per poi vederli rialzarsi con onore. Non fa eccezione il film di Ludovic Bernard, che segue quasi alla lettera i classici stilemi del viaggio dell’eroe. Chiamata alla grandezza e rifiuto del compito, lotte e ostacoli, apoteosi finale: tutto procede come su un vecchio spartito di cui si conoscono a memoria le battute. Bernard si limita a dirigere con diligenza un prodotto visivamente piacevole, tra morbidi carrelli, dissolvenze incrociate ed eleganti controluce; coadiuvato dalla professionalità di due interpreti del calibro di Lambert Wilson e Kristin Scott Thomas.

Un titolo che non riesce a imprimersi nella memoria e al quale avrebbe fatto bene evitare qualche melensaggine di troppo. Né più, né meno di un film di buoni sentimenti.

Francesco Cirica