Voto

6.5

Drammatica trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Robert Domes, Nebbia in agosto preserva la travolgente tensione narrativa che rende la vicenda, tratta da una storia atrocemente vera, concitata e surreale.

Attraverso gli occhi del piccolo Ernst Lossa (Ivo Pietzcker), ricoverato nell’ospedale psichiatrico di Kaufbeuren in quanto “asociale e ribelle”, Kai Wessel racconta l’agghiacciante processo di affermazione di leggi disumane sostenute con entusiasmo dai nazisti, la cui responsabilità personale viene costantemente sottolineata da una cura estetica ossessiva per i dettagli: ogni emozione viene portata in primo piano per mostrarne al pubblico l’eccessività. Il protagonista assume allora una connotazione epica, intuibile anche grazie alle numerose inquadrature che lo vedono fisicamente contrapposto, piccolo e gracile, a personaggi che lo superano di molto in statura, minacciosi e pericolosi.

Nonostante il ritmo della pellicola sia fluido e avvincente, Nebbia in agosto non sempre esce indenne dall’eccesso di patetismo causato da un’esasperazione dei personaggi, che a tratti sembrano incarnare degli stereotipi umani e non delle singole personalità, perdendo così il proprio spessore psicologico.

Caterina Polezzo