Voto

4.5
Da oltre 30 anni il cinepanettone firmato dai Vanzina è l’evento – fasto per alcuni, nefasto per altri – del periodo natalizio, che di volta in volta viene rimpiazzato da un film nuovo e sempre meno originale. Quest’anno, con la scomparsa di Carlo Vanzina, il fratello Enrico ha firmato da solo la sceneggiatura e ha affidato la regia a Marco Risi. Ma la grande novità consiste nella scelta di abbandonare la sala e adottare un altro modello di distribuzione: la piattaforma streaming Netflix.

Riadattamento della commedia teatrale Out of Order, Natale a 5 Stelle traspone l’umorismo inglese all’interno di una comicità tutta italiana, fatta di equivoci e allusioni sessuali, sfruttando il solito catalogo ormai più che antiquato del rapporto stereotipato tra uomo e donna (lei allocca che viene prima ingannata e poi persuasa dal lui). Al calderone vengono aggiunti una serie di cliché politici: la sensuale deputata, il portaborse e la moglie del Premier trascurata dallo stesso, l’inviato dalla verve satirica e via dicendo. La prima parte energica e moderna viene tuttavia soffocata da gag antiquate, che aumentano con il proseguire della pellicola. E allora, dov’è la novità?

L’Italia di Natale a 5 stelle non è più un’Italia in vacanza, è un’Italia che sta affrontando il “governo del cambiamento”, ma il film non sceglie la via della denuncia, né tanto meno quella della satira: Natale a 5 stelle è una commedia sfacciata, che punta dritto ai suoi riferimenti, uno su tutti Massimo Ghini nelle vesti del Presidente del Consiglio Rispoli che tanto ricorda quello attuale…

Natale a 5 stelle, è quel genere di film che saprà ben intrattenere i 190 Paesi in cui è stata distribuito, ma che non verrà ricordato a lungo.

Daniela Addea 

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