Voto

7

A tre anni di distanza dal suo primo EP (Carpaccio Ghiacciato) e un anno da Paprika, Myss Keta torna con Il cielo non è un limite: un salto spaziotemporale dall’acqua all’aria, per raccontare l’apparenza dell’orizzonte che separa il mare dal cielo, la realtà dai sogni. Infatti l’EP si apre con un intro che si presta come una vera e propria dichiarazione d’intenti. Trenta secondi in cui la voce di Myss Keta ci ricorda, come direbbe Shakespeare, che siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

La produzione firmata da RIVA, Populous (Diana feat. Priestess) e Unusual Magic (Rider Bitch feat. Lilly Meraviglia) spazia con disinvoltura dal deep house di GMBH, alla techno di Giovanna Hardcore, passando per l’electropop degli altri brani, mentre i versi affilati, sarcastici e sensuali della regina di Porta Venezia rendono le atmosfere create ancora più sorprendenti. Audace anche la performance vocale di Myss Keta, che estremizzata, quasi performativa, recita in ben quattro lingue (italiano, inglese, tedesco e greco). Il cielo non è un limite, innovativo e sperimentale sotto il piano tecnologico, si innova anche sul piano della comunicazione: testi concisi, ironici, spesso cinici – un cinismo che potremmo definire “cool” per la sua freschezza e iconicità – che affrontano tematiche attuali, di cui Myss Keta si fa portavoce vestendo i panni della versione 2.0 della cosiddetta pulzella d’Orléans (Giovanna Hardcore) e della dea della caccia Princess Diana (Diana feat. Priestess).

L’eroina di molte epoche, tra sonorità anni ‘90 ispirate ai giochi della Playstation 1 e synth anni ‘80, come il memorabile sound di Two Times di Ann Lee campionato in Due, crea immagini paradossali e sferzanti che scardinano i confini semantici del linguaggio, realizzando nuove combinazioni di significato (Photoshock). Il concept di questo EP è superare i limiti, e Myss Keta si è fatta in sette per superarli.

Deborah Cavanna