Voto

6

Ritrovarsi, ripartendo dallo stesso punto: si potrebbe riassumere così il ritorno dei My Morning Jacket, che tornano con The Waterfall II, un sequel del primo capitolo rilasciato cinque anni fa. Le dieci tracce del nuovo lavoro dei My Morning Jacket non apportano, però, nessuna novità al sound della band.

Fin dall’apertura di Spinning My Wheels – che riporta suggestioni della scena psichedelica degli anni sessanta – la voce di Jim James appare in una veste simil spettrale che perdura lungo tutto l’album e che mescola generi e sonorità senza mostrare chiari punti di riferimento, passando dai toni bassi dell’apertura e di Still Thinkin allo slide brioso di Climbing The Ladder, che fonde sonorità western a sonorità quasi da ballare. Il blues rock arriva quasi nel finale, con Wasted che parte sotto l’effetto psichedelico di chitarre e cori per diventare una sorta di jam session impreziosita da scale di tastiera e corni, raggiungendo così il punto più interessante dell’intero album, che giunge a conclusione con la piacevole The First Time, dove spiccano le armonie e vocali.

Quello dei Morning Jacket è un ritorno-non ritorno che aggiunge poco alla loro discografia, ma fa ben sperare per il futuro della band.

Gabriel Carlevale