Il 10 maggio 2011 usciva Goblin, un disco disturbato e feroce. Il primo album in studio di Tyler, The Creator spoglia il nichilismo violento della generazione precedente (dagli NWA a Eminem) di qualsiasi alibi sociopolitico, realizzando un prodotto complesso e disorientante, capace di lasciare l’ascoltatore contemporaneamente affascinato e inorridito.

Goblin è uno sguardo brutale ma onesto sull’immagine che l’artista ha di sé stesso, e la tracklist è satura di liriche controverse: dall’allusione ad Albert Fish nella decima traccia del disco, alla battuta misogina presente nella strofa di Tron Cat, emerge una necessità espressiva viscerale che prescinde ogni etica ed estetica. La visione di Tyler, The Creator è fondamentalmente adolescenziale. Una visione solitaria, belligerante, contradditoria, auto-esaltante e auto-distruttrice, che produce divagazioni deliberatamente contorte (Radicals), fantasticherie orrifiche (Transylvania), sessuali (She feat. Frank Ocean) e suicide (Nightmare) che non concedono alcuna tregua. Goblin è così confuso e claustrofobico da rendere le barre crude del rapper californiano, anche nelle loro accezioni più macabre, divagazioni animate da una misantropia sfacciata e da un umorismo snervante.

Tyler, The Creator dà il tempo all’ascoltatore di infastidirsi, disgustarsi e alla fine interessarsi al suo inconscio, personificato dal terapista Dr. TC, già presente nel precedente mixtape Bastard (2009), a cui il rapper dà corpo riducendo la propria voce a un ruggito asmatico. La produzione rende Goblin un disco rivoluzionario per l’indie hip-hop, grazie al suo potenziale crossover che spinge l’horrorcore verso un mainstream mai veramente tale, di cui Tyler Gregory Okonma coglie unicamente la spinta attrattiva. Per questo l’album si pone come una continuazione più prolissa e meno accessibile di Bastard, che vanta però un’attenzione per i particolari inedita e ricercata, come nella lussureggiante AU79.

Esclusivo da un punto di vista delle liriche e inclusivo da un punto di vista delle produzioni, Goblin è la punta dell’iceberg del suo collettivo OFWGKTA. Prima con Bastard e due anni dopo con Goblin, Tyler, The Creator ha catapultato sotto i riflettori quello che molti definiscono il nuovo Wu-Tang Clan, che già dal 2008 lanciava gratuitamente in rete mixtape esplosivi. Goblin, Channel Orange (Frank Ocean, 2012) e Doris (Earl Sweatshirt, 2013) sono tre saette che nel giro di pochi anni hanno colpito il music business, generando un’energia creativa capace di demolire lo status quo dell’hip-hop e la conformità del mainstream.

Deborah Cavanna