“Adoro questa canzone. Stevie Nicks! Una volta è venuta in città a fare un concerto ed era una donna cosi… selvaggia! E le dirò che è molto meglio dal vivo che nei suoi album.” Il dialogo al bar tra Jack Black e Joan Cusack, nel piccolo cult School of Rock (2013) di Richard Linklater, basterebbe per definire una delle più grandi protagoniste della scena soft rock.

Dall’esordio nei Fleetwood Mac al successo della sua carriera solista, Nicks ha inanellato, una dietro l’altra, canzoni di straordinaria bellezza a esibizioni dal vivo incendiarie, riflettendo nella musica tutte le sfumature di un carattere ribelle e tormentato ma capace di sorprende con lampi di classe celestiale, come emerso in alcune delle sue ballad più famose. A partire dal suo primo album: Bella Donna, uscito il 27 luglio del 1981. Nicks aveva accumulato tanto materiale negli anni dei Fleetwood Mac, e proprio riproponendo lo stile della band concepisce questo album, inizialmente composto tutto al piano. Prodotto da Jimmy Iovine – che negli anni aveva realizzato album con John Lennon, Patti Smith e Bruce Springsteen – e Tom Petty, Bella Donna vive di una commistione ideale tra ballad, scariche rock e rimandi al folk. Impossibile non ritrovare il piglio dei Mac nell’apertura della traccia omonima, che inizia accarezzata dal piano e via via accoglie una spinta ritmica che cresce con l’avvento delle chitarre, quasi come fosse una ballad ritualistica, che oscilla tra momenti di sospensione e frenesia. Stop Draggin ‘My Heart Around segna la prima svolta dell’album, e mostra la grande chimica tra Tom Petty (con i fedeli Heartbreakers) e Stevie Nicks: inizialmente composta per l’album Hard Promises, la canzone venne donata da Petty alla cantautrice sotto consiglio di Iovine. Tra la chitarra lamentosa di Mike Campbell e le tastiere di Benmont Tench, il brano racconta i tormenti sentimentali di una donna in procinto di separarsi dal suo compagno.

Gli echi country folk di After the Glitter Fades (dove brilla il piano di Roy Bittan), la meravigliosa How Still My Love con il suo ritmo impeccabile e sensuale, e il duetto con l’ex Eagles Don Henley sulle note di Leather and Lace impreziosiscono l’album, che raggiungi il suo culmine di fama con Edge of Seventeen: a partire dall’origine del titolo, venuto fuori da una conversazione travisata tra la Nicks e la moglie di Tom Petty, fino all’iconico riff di chitarra, il brano è una scarica adrenalinica rock che cela un testo pieno di simbolismo, raccontando per immagini lo spirito che abbandona il corpo dopo la morte, riferendosi alla scomparsa dello zio Jonathan e – sempre secondo Iovine – a quella di Lennon, che aveva turbato la già inquieta Stevie. A distanza di quarant’anni, Bella Donna non ha perso la sua autenticità, e ancora oggi è considerato un punto di partenza per tutti i grandi autori contemporanei.

Gabriel Carlevale