Appeal to Reason è stato concepito dagli statunitensi Rise Against nel 2008 come quinto album. Dopo quasi 8 anni dalla sua pubblicazione, questo lavoro è ancora in grado di far andare su di giri l’ascoltatore canzone dopo canzone, loop dopo loop. Gli scettici chiedano pure a chi era presente lo scorso 30 settembre all’Alcatraz di Milano per assistere al loro live.

Il marchio di fabbrica post hardcore/alternative rock del quartetto di Chicago si percepisce qui più che mai, insieme alle loro rifinite qualità di musicisti e compositori. Appeal to Reason è un album maturo e privo di filler tracks, che nei suoi 50 minuti circa di durata riesce a non stancare né annoiare mai.
Le linee di basso di Joe Principe sono una costante, nonché una delle componenti più apprezzabili dell’album, come si può piacevolmente notare nell’intro di Long Forgotten Sons (seconda traccia dell’album) o nel bridge di Entertainment, uno dei pezzi più caratteristici e meglio riusciti dell’intero LP. Batteria e chitarre sempre solide, mai inutilmente eccessive e prive di acrobatici tecnicismi: quanto basta – e avanza – per la buona riuscita dell’album e per supportare adeguatamente la voce del cantante Tim McIlrath, vera punta di diamante del gruppo. Sempre preciso, emotivo e pulito nell’esecuzione, è infatti in grado di passare da clean melodici – come nella commovente Hero Of War, una ballad diventata vero e proprio inno del quartetto – a toni graffianti e addirittura scream, perfettamente calzanti ai pezzi più veloci e aggressivi.

Voci fuori dal coro per quanto riguarda la scena alternative rock, tutti i membri del gruppo seguono i dettami del movimento straight edge, la cui etica comportamentale basata sulla percezione della società attuale come fondamentalmente sbagliata non prevede l’assunzione di alcolici, stupefacenti e tabacco e impone la dieta vegetariana. Questa morale si riflette sulla loro musica, dando così vita a pezzi come come Re-Education (Through Labor), violenta protesta contro il sistema capitalista, From Heads Unworthy, brano di critica al potere e Savior, probabilmente il pezzo più famoso della band. E non dimentichiamo la già citata Hero of War, traccia acustica che, come ironicamente suggerisce il titolo, affronta il tema della guerra e delle vittime innocenti, ergendosi dunque a vera e propria ballata tragica atta a mettere in luce, senza giri di parole, l’atrocità intrinseca agli atti di violenza. L’affinità tecnica di quest’ultimo brano a Swing Life Away, altro storico pezzo della band, conferma la versatilità del gruppo nelle fasi di composizione e di esecuzione.

Insomma, Appeal to Reason è un album vivamente consigliato, che non dovrebbe mancare nella collezione di qualunque appassionato di punk rock, alternative e hardcore melodico.

Andrea Passoni