Cosa si vuole intendere con “appartamento”? Finita l’esperienza Bluvertigo ormai congelata da tempo – come hanno spesso ripetuto –, Morgan decide di intraprendere la carriera solista con un album a metà strada tra il pop e la leva cantautorale classica. Ne viene fuori un lavoro ispirato, fatto di 12 tracce dalle contaminazioni più o meno note: “Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo, lascio che le cose mi portino altrove”.

Altrove, brano d’apertura, è la traccia maggiormente riconducibile all’autore dell’album, facendo da incubatrice a quell’alter ego che da quel momento connoterà l’artista brianzolo. Un brano manifesto: tracce di cantautorato, echi di Battiato e sperimentazione anni ’80. Il leitmotiv della canzone sembra manifestare con la frase “non sapere che fare e dove andare”, che è poi un rimando al “fanno bene fanno male” dei Bluvertigo.

Aria è invece il brano più intimista, una sorta di inno all’amore quotidiano espresso con un piano lieve che si tramuta in organo. The Baby con le sue influenze beatlesiane e Le Ragioni della Piogge con i suoi rimandi a Tenco e De Andrè innestano nell’album quell’assonanza citazionista che fa capolino in gran parte dei brani.

Spetta a Canzone per Natale la chiusa del disco. Una canzone falsamente natalizia, che alla descrizione dell’ambiente circostante accosta la descrizione delle classiche situazioni di festa, per poi approdare all’epilogo: “c’è il temporale e anche se non fosse stato Natale, t’avrei amata uguale”. L’appartamento del titolo si rivela allora essere il teatro in cui va in scena mondo di Morgan scritto su una traccia sonora, dove i protagonisti sono echi lontani e legami personali che si manifestano nel disco.

Gabriel Carlevale