Dalla stanza dello studentato del college di Liverpool ai piccoli eventi in Inghilterra, fino ai palchi più blasonati, alle interviste, ai dischi e alle classifiche. Quello è il sogno condiviso da due ragazzi conosciutisi per caso e diventati poi un progetto pop. La storia degli Her’s è di quelle che non si vorrebbero mai sentir raccontare: due ragazzi di 24 e 25 anni, amici per la pelle e ancora più uniti quando tengono gli strumenti in mano, travolti da un pick-up che correva a tutta velocità sulla Interstate 10 dell’Arizona.

Si può solo immaginare come avvenne l’incontro tra i due, lungo le aule del Liverpool Institute of Performing Arts (LIPA); tra il ragazzo del Cumbria Stephen Fitzpatrick e il norvegese Audun Laading: la loro intesa genuina ha prosciugato il mare che ne divide l’origine, proiettando la loro amicizia della dimensione aspaziale della musica e del sogno. Si possono soltanto immaginare i primi esperimenti con i giri di chitarra di Fitzpatrick, arricchiti dalle linee di basso secche di Laading: era il 2016 quando nasceva, ancora in forma embrionale e abbozzata, quel sound bedroom-dream-pop che l’anno seguente raggiungerà tutta l’Europa con Songs of Her’s (2017, Heist or Hit). Già dalle note di Dorothy la direzione è quella giusta: gli arpeggi di chitarra trovano un morbido terreno sopra la drum machine e le progressioni di basso, sulle quali si sviluppano liriche dolci e ironiche allo stesso tempo, interpretate dalla voce di Stephen Fitzpatrick. Da allora il tour in UK e in Europa, poi l’America. Il sogno. L’energia dei due ragazzi è esuberante e coinvolge immediatamente il pubblico.

Non passa molto e arriva un secondo album: Invitation to Her’s (2018, Heist or Hit). Evoluto, dinamico e carico di vibe eteree, il disco è un piccolo capolavoro fatto di storie e nostalgia: dal singolo Harvey al ritmo latino di Carry The Doubt, con il tocco surf di Low Beam e il basso di Blue Lips. Le idee sono tantissime e la band ha già in calendario un nuovo tour in Europa e negli Stati Uniti. È a migliaia di chilometri da casa che avviene la fatalità. Fra uno show e l’altro, un’autostrada e l’altra, quei chilometri che al college sognavano di percorrere con gli strumenti nel portabagagli. E quasi a nulla sembra valere la musica, di fronte alla durezza di questo atto finale. Ripensando a quella notte del 27 marzo, risuona la delicatezze della ballata Under Wraps. Sipario.

Riccardo Colombo