Come la stragrande maggioranza dei lavori prodotti dal terzetto di Berkeley, Warning è un album impregnato di tematiche legate all’ambiente sociale e alla relativa morale, ponendo particolare attenzione alla loro interazione con l’individuo.

Le innovazioni emergono, invece, a livello dell’impianto stilistico che, al contrario dei precedenti lavori (vedi Dookie o Insomniac), non gioca più con un rude punk rock, ma lo contrasta inserendo una velata matrice pop. Warning fu proprio il disco che allontanò Billie Joe e i suoi dall’etichetta di punk rock band. L’album non ebbe di certo lo stesso successo che spettò a Dookie, né si trattò di un lavoro altrettanto innovativo come lo erano stati Kerplunk o l’EP 1,000 Hours, ma riuscì comunque a vendere un consistente numero di copie e si aggiudicò tutti e sette i premi per cui era stato nominato ai California Music Award del 2000.

La titletrack e titolo all’album presenta già una presa di posizione ben marcata, resa ancora più evidente dai successivi brani, soprattutto da Minority, singolo emblema della teatralità che sorregge di fatto il rapporto individuo-società. Quest’ultima, infatti, non si interessa di chi va a picco: l’importante è che ognuno svolga la propria funzione e che anche durante una situazione d’emergenza resti al proprio posto, in quanto mera parte di un grande sistema. Insomma, Minority è un vero e proprio inno all’individualità.

Infine, particolarmente lontane dalla tipica impostazione stilistica della band in quanto si indirizzano verso il genere della ballad sono Misery e Macy’s Day Parade, nelle quali troviamo anche strumenti insoliti come la farfisa e l’armonica. Il titolo di Macy’s Day Parade, l’ultima traccia dell’album, deriva da una grande attrazione di New York, la Macy’s Thanksgiving Day Parade, una parata, appunto, che viene ribaltata da Billie Joe nel suo significato più intimo: diventa espressione di una tendenza che preferisce i valori materiali a quelli emotivi, di un atteggiamento, quindi, duramente criticato dalla band.

Warning non sarà forse un album innovativo, ma soddisfa l’ascoltatore e lo porta a riflettere su ciò che lo circonda.

Sabino Forte