MUBI è la piattaforma di streaming che, ancora in tempi non sospetti, aveva saputo cogliere le potenzialità offerte delle tecnologie digitali alla distribuzione cinematografica, soprattutto per quei titoli provenienti da festival o autori al di fuori del circuito mainstream, che spesso faticano a finire in sala – soprattutto in Italia. Durante la quarantena, la ricerca disperata di cose da vedere diverse dai soliti titoli ha dato una spinta decisiva a MUBI, che ora è diventato un competitor temibile da tutte le altre piattaforme. Qualche tempo fa vi spiegavamo nei dettagli cos’è, come funziona e che tipo di curatela segue, ma ora la piattaforma ha deciso di rinnovarsi nel metodo, candidandosi a diventare la numero uno in assoluto. Finora i film selezionati, proposti nella sezione Cartellone, erano disponibili per 30 giorni, secondo una rotazione continua; una modalità di fruizione che da un lato permette di sfuggire al loop della procrastinazione, ma dall’altra costringe gli utenti a rinunciare a qualche visione per mancanza di tempo – soprattutto adesso che stiamo uscendo dal lockdown e tornando lentamente alle nostre vite frenetiche. Per eliminare definitivamente questo limite che, in parte, ha probabilmente disincentivato nuovi utenti a iscriversi alla piattaforma, MUBI ha introdotto in questi giorni la sezione Videoteca: una libreria di centinaia di titoli a completa disposizione degli utenti – e inclusa nell’abbonamento mensile senza costi aggiuntivi.

Una feature pensata in prospettiva, destinata a diventare sempre più centrale nella piattaforma e a stimolare un’espansione continua, al fianco dei materiali del Notebook e delle Rassegne speciali – come quella attualmente in corso a cura di Hedi Slimane, o quella di Lav Diaz o, ancora, la selezione di classici restaurati spesso dimenticati, tra cui i film della piattaforma ByNWR, e anche la proposta di nuove sperimentazioni. Ma non si tratta di una valanga di titoli scaricati addosso allo spettatore, come per le solite piattaforme di streaming: la videoteca è strutturata secondo l’attenzione curatoriale che ha sempre caratterizzato MUBI. L’unico aspetto a cui fare attenzione è che l’offerta dei titoli presenti nella Videoteca varia di paese in paese.

Un altro scorcio di una strada futura percorribile da MUBI è la sezione dedicata ai film distribuiti direttamente dalla piattaforma. Come per la Videoteca, la selezione può variare a seconda dell’aria geografica in cui ci si trova trovate, ma tutti sono rigorosamente selezionati dalla redazione. MUBI non intende sostituire la sala cinematografica, anzi vuole inserirsi nell’ecosistema cinematografico in modo da sostenerla, creando un circuito virtuoso, e infatti molti dei lungometraggi distribuiti da MUBI UK sono stati proposti in parallelo anche in alcuni cinema. Anche in questo periodo difficile, MUBI non ha abbandonato le sale, attivando una campagna di raccolta fondi mirata a sostenerle economicamente e sensibilizzare sulla crisi in corsi.

Perché l’ottica di MUBI è improntata al networking e alla collaborazione propositiva con altre realtà, e il progetto della Videoteca potrebbe essere solo il gesto iniziale della costruzione di una libreria audiovisiva universale, accessibile da chiunque in tutto il mondo.

Davide Rui