Jamal (Dev Patel) è un giovane ragazzo cresciuto nello slum di Mumbai che decide di partecipare all’edizione indiana di Chi vuol essere Milionario. In questo modo potrà salvare dalle grinfie di un pericoloso criminale Latika (Freida Pinto), l’amore d’infanzia che non ha mai dimenticato. La sua rapida scalata verso il milione infastidisce però il conduttore del programma, che cercherà di fermarlo facendolo arrestare. Sospettato di aver imbrogliato, Jamal verrà interrogato e torturato finché non riuscirà a parlare con il commissario della polizia e rivelargli il suo segreto: conosce le risposte perché sono tutte legate alla sua vita. Come in ogni favola che si rispetti, l’amore di Jamal e Latika è impedito da continui ostacoli: la lotta per le venti milioni di rupie, la pioggia monsonica, lo spiraglio di una porta sbattuta, i treni della stazione, ma nulla riuscirà a spazzare via la loro speranza.

La narrazione agisce su tre piani narrativi, dividendosi tra la scalata di Jamal verso il milione, l’interrogatorio al ragazzo e la sua vita personale, che conferiscono alla sceneggiatura un ritmo sostenuto, grazie anche all’uso sapiente dei flashback. Ogni domanda verso la vittoria del milione è uno spunto per raccontare una storia, un pezzo di vita di Jamal, uno spaccato della società indiana. Rivedere The Millionaire oggi vuol dire fare un doppio tuffo nel passato, uno nel 2008, anno di uscita del film, e l’altro negli anni ’90, riportati a galla dalle domande del quiz, un periodo in cui in India scoppiarono una serie di sommosse di integralisti indù e la corruzione aveva raggiunto livelli allarmanti. È questo che rende The Millionaire il film simbolo dell’India della negazione: unita dalla televisione e da Bollywood, divisa dall’intolleranza religiosa, dal sistema delle caste e dall’abuso di potere.

L’abilità del regista risiede nella capacità di mantenere l’estetica e la componente melodrammatica tipiche di Bollywood: dalla colonna sonora che si fonde alle immagini, essenziale nel cinema popolare indiano (come dimenticare le note Jai Ho! di Allah Rakha Rahman), ai giochi di scambio di ruoli, dal brutale al sentimentale, The Millionaire mescola inquietudine, orrore e commedia, dolore e pathos. La frenesia emotiva e la ricchezza delle immagini si confermano la forza del regista Danny Boyle: che sia l’eroina o una spiaggia incontaminata, i personaggi inseguono un’ossessione, e non c’è niente al mondo che li possa frenare dall’ottenere ciò che desiderano.

Daniela Addea

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