Relatos salvajes (letteralmente “racconti selvaggi”) è il titolo originale di Storie pazzesche, il film del 2014 che consacrò al pubblico internazionale il regista argentino Damián Szifron.

Vincitrice di numerosi premi – tra i quali la Palma d’oro al Festival di Cannes del 2014, due nomination come Miglior film straniero e Miglior film in lingua straniera rispettivamente agli Academy Awards 2015 e ai Critics’ Choice Movie Awards 2015 e numerosi Premi Goya nel 2015 –, la pellicola si articola in sei racconti indipendenti l’uno dall’altro, ma caratterizzati da una tematica comune: la vendetta.

Tra il grottesco e il perturbante, tra il thriller e il drammatico, Storie Pazzesche mette a nudo i più profondi  e primordiali sentimenti umani di rabbia, rivalsa e disperazione, mostrando fino a dove la loro manifestazione può condurre. Innanzi all’esasperazione dei protagonisti, ormai incapaci di servirsi dei propri freni inibitori, lo spettatore rimane attonito e spaventato, consapevole di essere dotato di una simile anima selvaggia.

L’insistenza delle inquadrature sui particolari più insoliti degli ambienti che circondano i protagonisti o delle scene di vita quotidiana, accompagnate spesso da sottofondi musicali contrastanti con l’epilogo delle storie stesse, dà al film un aspetto intrigante, garanzia di reazioni di stupore. Inoltre, i finali inaspettati e i dialoghi teatrali fra i personaggi che esaltano le ottime performance del cast, donano a questo film un’atmosfera sui generis.

Sebbene il medesimo stile thriller appartenesse già ai precedenti lavori del cineasta argentino, un occhio attento non può non notare una certa assonanza con Pedro Almodóvar che, infatti, è produttore del film per il 30% insieme al fratello Agustín. È la prima volta in cui Almodóvar ricopra tale ruolo in un film pur non essendone il regista, e non soprende che quando si trovò tra le mani il copione ne rimase molto colpito. Le storie, infatti, sembrano riprendere il tema del perturbante toccato e lasciato in sospeso dal regista spagnolo ne La pelle che abito. In attesa dell’uscita del nuovo film almodovariano del 2016, il pubblico ha gradito percepire la presenza del grande Pedro fra i racconti selvaggi messi in scena dal talentuoso Damián Szifron.

Valeria Fumagalli