Nella conferenza dal titolo L’existentialisme est un humanisme (L’esistenzialismo è un umanesimo) del 1945, Jean-Paul Sartre sosteneva “Siamo soli, senza scuse. Questo è quello che intendo quando dico che l’uomo è condannato a essere libero”. L’intreccio di Revolutionary Road (Sam Mendes, USA, 2008) sembra innestarsi plasticamente sulle parole del Premio Nobel francese, e anzi porre un’ulteriore questione: perché riconduciamo all’altro la responsabilità di lenire la nostra solitudine?

Nelle prime battute del film April Wheeler (Kate Winslet) confessa al marito Frank (Leonardo DiCaprio): “Per anni ho pensato che noi condividessimo un segreto: che noi due saremmo stati meravigliosi nel mondo“. Ma le cose cambieranno nel corso del tempo, in un film sinestetico che fotografa chirurgicamente l’imbalsamata società americana anni ’50 e restituisce un’instantanea drammaticamente attuale – come era stato per American Beauty (USA, 1999) -, giocando su quel paradosso emotivo posto da Sartre.

Revolutionary Road avvia la propria ricerca esistenziale intorno alla lotta e, al contempo, alla compenetrazione fra solitudine e libertà: perdiamo la nostra libertà se condividiamo con qualcuno la nostra vita? La libertà è condizione che non può prescindere dalla solitudine? La storia di Frank e April sembra tentare una risposta. Lo straordinario duetto fra Winslet e DiCaprio è una rappresentazione fedele dell’evoluzione esistenzialista che la fenomenologia sentimentale ha subito nel contesto in cui si manifesta, ma l’attualità di Revolutionary Road sta proprio nel mostrare come vi sia qualcosa che di volta in volta resta immutato: bastare a se stessi. Ecco come April e Frank si perdono dove avevano promesso di ritrovarsi, nell’amore; e a noi accade dove crediamo di esercitare indomabilmente la nostra libertà: nei social.

Mendes tesse le fila di un dramma coniugale la cui cifra è la stessa con cui Moravia scelse di aprire Gli indifferenti: quel punto e virgola tra Carla e il resto, tra noi e l’altro, a metà tra la condanna alla solitudine e la speranza di essere liberi anche insieme. Chiusi nelle rispettive bolle di insoddisfazione April e Frank hanno deciso di non scegliere, ma l’unica cosa chiede sempre l’amore di fare è proprio scegliere.

Davide Spinelli