Al Museo Reina Sofia di Madrid c’è una sala che racconta una storia d’amore, non una qualsiasi, ma la relazione intercorsa fra due geni: il poeta andaluso Federico García Lorca e il pittore catalano Salvador Dalí.

Potrebbe sembrare un normale locale espositivo che ospita i quadri surrealisti di Dalí, ma se si guarda verso destra si può scorgere una saletta buia illuminata a intermittenza da un proiettore. Un salto indietro nel tempo porta alla Spagna franchista e alla Residencia de Estudiantes madrilena, luogo emblematico della generazione letteraria del ‘27. Federico, Salvador e Luis (Buñuel) sono tre amici che condividono la loro genialità; tra i primi due scoppia una grande passione d’amore che verrà però interrotta dalla proposta di Luis a Salvador di trasferirsi a Parigi.

Il film tratto proprio da questa vicenda, Little Ashes, si focalizza sull’amore omosessuale tra il pittore e il poeta, ma la sala di cui sopra dice molto di più: sul muro bianco vengono proiettate le immagini del film surrealista Un chien andalou (Un cane andaluso, cortometraggio del 1929 diretto da Luis Buñuel) a cui Dalí partecipò come interprete e co-sceneggiatore, collaborazione che mandò su tutte le furie Lorca, tradito sia dal suo amante che da un caro amico. Inoltre, di fianco alle sedie dove gli spettatori possono accomodarsi per godersi diciassette minuti di immagini oniriche, vi è una teca con alcuni manoscritti di Lorca. Dunque, il film Little Ashes parla della stessa storia d’amore raccontata dalla sala in questione, una vicenda sentimentale che permette di comprendere il profondo dell’animo tormentato di Lorca, che verrà giustiziato nel 1936 dai franchisti. 

Little Ashes diretto da Paul Morrison, pur analizzando solo alcuni aspetti della relazione amorosa tra Lorca e Dalí, presenta una perfetta riproduzione della Spagna franchista, mettendo in luce il dramma dell’omosessualità in quell’epoca. I primi piani sui personaggi, infatti, lasciano il debito spazio ai loro animi tormentati e alle loro personalità tanto geniali quanto contraddittorie, coinvolgendo il pubblico in una storia che di finzione non ha proprio nulla.

Valeria Fumagalli