Sulle note della romantica Moon River un’elegantissima Audrey Hepburn si muove nella New York degli anni ‘60 alla ricerca di un ricco fidanzato in grado di farle raggiungere la vetrina di Tiffany che ha sempre sognato. Commedia romantica dalla trama piuttosto semplice, Colazione da Tiffany viene impreziosito non solo dalla bravura degli attori, ma anche dalla malinconia intrinseca alla giovane protagonista, la bella Holly Golightly, fragile al punto di passare da attimi di felicità quasi nevrotica a momenti di insuperabile tristezza.

Ed è proprio questa instabilità ad arricchire la commedia di un senso più profondo: Colazione da Tiffany mostra le difficoltà e gli affanni di una donna ancora un po’ bambina che cerca disperatamente di ottenere una vita semplice e priva di complicazioni. Ma Holly è incapace di liberarsi del proprio doloroso passato, e per questo si ritrova inevitabilmente a fallire nel proprio intento; complice l’intromissione del giovane scrittore Paul Varjak, che la riporta brutalmente alla realtà mostrandole come sia impossibile sfuggire agli ostacoli della vita, se non chiudendosi in una gabbia dorata fatta di utopie e superficialità.

Il naturale fascino della Hepburn rende Holly un personaggio vivace, poliedrico e interessante, leggermente diverso dalla protagonista dell’omonimo romanzo da cui il film è tratto e forse più simile all’estroversa Marilyn Monroe, a cui il ruolo doveva essere destinato. Il regista Truman Capote, infatti, avrebbe preferito la prorompente attrice americana, ma dovette cedere alle pressioni della Paramount Pictures, che preferì un’attrice più raffinata affinché emergesse con evidenza il contrasto tra l’ostentata superficialità mostrata del personaggio e la sua intima disperazione.

Colazione da Tiffany è in definitiva un classico intramontabile per stile ed eleganza, in cui ogni dettaglio è stato curato per far risaltare la bellezza e la bravura della giovane Hepburn, capace di affascinare lo spettatore con una recitazione spontanea, fresca e priva di forzature.

Caterina Polezzo