Voto

5

William (Aneurin Barnard) è un giovane scrittore depresso e privo di successo nel bel mezzo del decimo tentativo di suicidio. Le sue mani sono aggrappate alla ringhiera di un ponte, pronte a lasciarsi andare, ma uno sconosciuto esce all’improvviso dall’ombra. Ma non è Clarence, l’angelo de La vita è meravigliosa di Frank Capra, che appare per mostrargli la luce. È Leslie (Tom Wilkinson), un sicario che, dopo un calo della domanda dei suoi servizi, si è messo al servizio di chi vorrebbe che la loro vita finisse. Il contratto è tanto diretto quanto chiaro: “Morto in una settimana, o ti ridiamo i soldi”. William ha pagato per questo servizio, ma – com’era prevedibile –  proprio mentre si prepara a lasciare il mondo la fortuna gira a suo favore: incontra la bella editrice Ellie (Freya Mavor), che si invaghisce tanto dei suoi scritti quanto di lui. Così William cambia idea. 

Quello di Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) sembra un mondo oscuro in pieno black humor inglese, ma lo è solo la premessa: pur introducendo una riflessione intelligente e provocatoria – il successo del capitalismo è davvero la mercificazione della tua stessa morte? –, il film non riesce a svilupparla e approda a un risultato vuoto. Tom Edmunds, al suo esordio alla regia, basa il suo umorismo sul contrasto tra temi macabri e monotonia della vita britannica, dove tutti discutono di questioni sulla vita e sulla morte come in una transazione economica, negoziando tra loro con educazione.

È Wilkinson il vero nucleo empatico del film: rappresenta il lato tragico della storia, un uomo bloccato nella convinzione che uccidere la gente sia la sua unica ragione di vita, una persona depressa che si sente appagata solo assistendo altri nel disperato atto finale. Un personaggio che richiama il signor Badii de Il sapore della ciliegia di Abbas Kiarostami (1997). Ma in Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) manca tutto il respiro tragico, poetico e filosofico del regista iraniano e sfocia in un sentimentalismo farsesco da black-comedy che non funziona.

Anna Bertoli

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