Voto

7.5

Moonlight conquista sin dai primi minuti, cogliendo il pubblico impreparato con il racconto di una storia duramente tenera, divisa in tre capitoli che simboleggiano altrettante fasi di vita, come in un cinico romanzo. Il lavoro di Barry Jenkins è infatti un film crudo, coraggioso e libero da limiti, che fa della verità un’arma con cui trasporre sul grande schermo in modo diretto e senza edulcorazioni una realtà complicata e dura.

I piani sequenza che aprono la pellicola rendono la regia accattivante, nonostante si indebolisca progressivamente con lo scorrere del film. I colori, al contrario, accompagnano la sceneggiatura per mano come una mamma premurosa e si evolvono insieme alle vicende del protagonista, simboleggiando stati d’animo ed emozioni. Ed è per questo che non stupiscono le frequenti sfocature, che fungono da metafora per descrivere il mondo di Chiron e la realtà sfalsata attorno a lui.

 Le prove di Trevante Rhodes, Ashton Sanders e Alex Hibbert, rispettivamente Chiron, Chiron adolescente e Chiron bambino, sono convincenti, soprattutto nel rendere credibile l’evoluzione fisiologica del personaggio.

Fabrizio La Sorsa