Voto

7

A tre anni dalla pubblicazione di Les Revenant, la colonna sonora dell’omonima serie tv, i Mogwai tornano con Atomic, un album che rielabora le musiche composte in precedenza per Atomic: Living In Dread And Promise, il documentario realizzato da Mark Cousins in occasione del settantesimo anniversario del lancio della bomba nucleare su Hiroshima.

Atomic è un album che si distacca dai lavori precedenti della band scozzese, forse proprio per il suo scopo narrativo: le dieci tracce formano un continuum molto più razionale e misurato, accompagnato da un massiccio utilizzo dell’elettronica, a differenza delle sonorità rock a cui ci avevano abituato i Mogwai.

L’inquietudine, lo straniamento e la disperazione causati da una delle più drammatiche vicende della nostra storia sono i sentimenti trainanti dell’intero album, che vengono amplificati da azzeccate scelte musicali come i synth sincopati di Ether o i violini di Are you a dancer. Dopo l’esplosiva e destabilizzante Tzar, la chiusura dell’album lascia spazio a tutta l’emotività di Fat man, traccia finale dal titolo emblematico che si apre con un pianoforte malinconico dal pathos capace di insinuarsi nella calma e nei silenzi quasi a suggerire un sentimento profondo di desolazione, una pace vuota e dolorosa.

Il concept di Atomic era quello di raccontare una storia precisa, ed è alla luce di questo intento che dev’essere ascoltato, scoperto e accettato.

Eleonora Orrù