Voto

7.5

Le crepe sul muro del sistema si stanno velocemente espandendo e Moby non sembra avere la minima intenzione di stuccarle. Il musicista ha infatti passato gli ultimi tre anni nel tentativo di compilare un personalissimo manifesto politico, caratterizzato da un sound urlante, rapido e aggressivo fortemente ispirato alla musica della sua adolescenza.

Presentato come album di debutto, These Systems Are Failing è il frutto di una forte tensione verso gli echi new wave e post-punk che il produttore americano ha evidentemente ritenuto adatti per creare quella che lui stesso definisce “musica onesta”. Incidere dischi è il suo lavoro, ma ora più che mai sembra essere il modo più azzeccato per l’espressione dell’attivismo socio-politico che da sempre caratterizza il personaggio. Secondo Moby, i sistemi politici, economici e sociali sono il risultato di un’anomalia della condizione umana e il suo obiettivo, in quanto artista, è quello di esprimere la condizione umana e costringere il pubblico alla riflessione. Nonostante questi sistemi stiano fallendo, ci sono tutti i pretesti per sperare di crearne di nuovi.

Da un punto di vista strettamente tecnico, mancano all’appello le abituali atmosfere rarefatte farcite di arcani campionamenti che, invece, lasciano spazio a chitarre distorte e tastiere dai sentori anni ‘80 (anche se, in realtà, tra la strumentazione di vintage non c’è proprio nulla). Moby ha inciso il nuovo album resuscitando la complessità delle correnti musicali che ha amato in gioventù, ottenendo così un concept marcatamente rétro, ma di fortissimo impatto e in grado di dare finalmente sfogo alla sua necessità di ribellione sempre più incontenibile.

Giulia Tagliabue

Potrebbero interessarti: