Se in una giornata di pioggia alla fermata del tram foste sorpresi dall’arrivo di un un enorme veicolo peloso con sembianze di gatto (il nekobus!), se vi capitasse di perdervi in una foresta incantata popolata da magiche creature e animali parlanti o, se per puro caso, un pesce rosso dovesse uscire dall’acqua e diventare il vostro migliore amico, probabilmente siete finiti in un film dello studio GhibliNato nel 1985 a Tokyo dal regista Hayao Miyazaki, insieme a Isao Takahata, Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma, Ghibli è lo studio cinematografico che ha fatto da incubatrice ad alcuni dei film più visti nella storia del Giappone, tra cui Il mio vicino Totoro, Kiki – consegne a domicilio e La città incantata. Col tempo, l’anima dello studio è stata impersonata da Miyazaki, diventato l’esponente dell’animazione giapponese più conosciuta all’estero e mente delle magiche avventure dello Studio Ghibli, immerse in mondi fantastici che hanno ridefinito l’idea stessa di film per bambini, rendendoli opere d’arte per un pubblico senza età.

Dalla notizia del pensionamento di Miyazaki nel 2013, i fan hanno avuto modo di consolarsi: prima con l’annuncio della prossima apertura (nel 2022) di un gigantesco parco a tema – il Disneyworld dello Studio Ghibli, descritto come un’immersione esperienziale nelle ambientazioni magiche dei film più amati della casa di produzione giapponese – e poi con l’uscita di Earwig e la strega, nel 2021, cortometraggio realizzato da Goro, figlio di Miyazaki. Ma la news più d’impatto è quella del grande ritorno del regista con How Do You Live?. Notizia agrodolce, perché questo sembrerebbe essere davvero l’ultimo film firmato Miyazaki, una sorta di testamento alle sue opere, che chiude una carriera di successi. Ma andiamo con ordine. How Do You Live? è il cortometraggio tratto dall’omonimo libro di Genzaburō Yoshino del 1937, classico dell’infanzia in Giappone (un po’ come Pinocchio in Italia) e, come rivelato dalla recente intervista di Miyazaki al New York Times, suo libro preferito.

La vicenda narra la storia di Koperu, ragazzino di 15 anni che si trasferisce a vivere con lo zio in seguito alla morte del padre. Il lutto porta Kopero a scontrarsi con una realtà difficile, affrontando profonda crisi esistenziale; ma l’aiuto e il sostegno dello zio lo porteranno a guardare al futuro con occhi diversi. Tuttavia, il film si allontana dal cupo realismo della storia originale e diventa una fantasia su larga scala. Secondo le indiscrezioni, per il completamento del film saranno necessari altri tre anni – 12 mesi di animazione, rigorosamente realizzata a mano, corrispondono a 12 minuti di film, e nel 2020 sono stati completati circa 36 minuti del corto. Sappiamo inoltre che molti precedenti collaboratori dello studio Ghibli sono stati richiamati a lavorare a quest’opera, ma al momento non è stato ancora annunciato il cast di doppiatori. Alla domanda del New York Times sul perché avesse lasciato la pensione per produrre questo ultimo film, Miyazaki risponde semplicemente: “Perché lo voglio”. In realtà, il produttore del film Toshio Suzuki ha dichiarato che “Miyazaki sta realizzando questo film per suo nipote; è un modo per dire che il nonno sta andando verso un altro mondo ma lascia dietro di sé questo film”. 

Matilde Soleri