Fin dal tempo in cui disegnava bisonti sulle pareti delle caverne, l’uomo ha sempre sentito il bisogno di narrare le proprie gesta e tramandare preziosi insegnamenti. Lo storytelling, il raccontare storie, traducendo in simboli – lettere o immagini – la realtà circostante è sempre stata una necessità fin dalla notte dei tempi, per esorcizzare la nostra più grande paura: l’inarrestabile scorrere del tempo. 

È proprio da queste premesse che parte Matteo Civaschi, concretizzando quest’urgenza comunicativa in un linguaggio semplicissimo e immediatamente comprensibile: nasce così Shortology, un progetto scaturito direttamente dalla sua esperienza come designer. La sfida di creare un racconto con il minimo degli elementi possibili – un po’ come avviene per le pitture rupestri o i segnali stradali – si è intersecata allo storytelling cinematografico e ne è uscito Minimal Film. L’universo del cinema reinterpretato graficamente.

Breaking Bad

139 simboli, 60 colori e 113 tavole per rappresentare i film e le serie TV più popolari, unendo l’incisività fulminea della tag-line all’immediatezza dell’immagine pubblicitaria. Due semicerchi e una linea ondulata diventano le cuffie attraverso cui il protagonista de Le vite degli altri origlia le esistenze di chi lo circonda. Quadrati e triangoli blu su uno sfondo bianco si trasformano nella pioggia di cristalli di Blue Meth di Walter White; cerchi e quadrati di una calda tonalità marrone vanno a comporre la scatola di cioccolatini che per Forrest Gump è un po’ come la vita.

Titanic

Una sfida, quella di Civaschi, che coinvolge anche il lettore, invitandolo a cogliere il riferimento cinematografico di ogni tavola attraverso la decodifica della traduzione simbolica di volta in volta operata dall’autore. E, per i lettori più abili, alcune tavole sono corredate da numeri misteriosi, che rimandano a un ulteriore enigma legato al film.

Edito da Skira, Minimal Film è un libro che si foglia con piacere, avvolgendo il lettore con il suo mix di estro, originalità e cultura popolare. Un libro da godersi durante una serata in compagnia, sfidando i propri amici a indovinare i film reinterpretati dal verbo (o meglio, dal segno) di Shortology, o da soli, lasciando alle immagini il compito di raccontare, ancora una volta, le storie che ci hanno fatto innamorare.

Francesco Cirica