Primo appuntamento del 2022 per i Rome Prisma Film Awards, che non solo confermano il loro impegno ma rilanciano con un evento in presenza, che si terrà lunedì 31 gennaio alle 21.15 al Cinema Farnese di Roma. Allo spettacolo saranno presenti anche alcuni degli autori finalisti delle edizioni passate, che potranno ritirare il certificato che attesta il risultato raggiunto e festeggiare insieme al pubblico.

Con questa iniziativa, PRISMA conferma la voglia di affermarsi non solo come un’occasione per fruire cortometraggi di stampo internazionale, ma anche e soprattutto come un evento di incontro, scambio culturale e celebrazione dell’arte cinematografica, con l’obiettivo di dare maggiore visibilità al formato dei cortometraggi, ancora troppo poco conosciuto e considerato dal pubblico generalista.

In attesa dell’evento, vi presentiamo i cinque corti che saranno proiettati.

Guardians of Paradise, Ivan Maria Friedman, Svizzera, 2021, 12’

Ivan Maria Friedman ha realizzato in solitaria questo documentario del Myanmar pochi mesi prima del colpo di stato militare, che con la deposizione della democrazia tiene attualmente soggiogati oltre 54 milioni di burmesi. L’obiettivo del regista è quello di porre l’attenzione verso un popolo che ha bisogno di aiuto affinché la propria vita e la propria cultura non vengano distrutti dalle violenze del nuovo governo. Documentario composto da quelle che potrebbero essere definite delle vere e proprie foto in movimento, il film mostra il susseguirsi di vissuti quotidiani di ogni tipo: dalla preghiera alla pesca, alla danza ai giochi tra bambini. Questo film non ha una trama, ma ha sicuramente una storia da raccontare, ed è quella di una tranquillità e di una bellezza che difficilmente verrà riportata in vita, ma di cui il mondo deve venire a conoscenza.

The Swap, Chloé Dumond e Ananda Henry-Biabaud, Francia, 2021, 11’

Finalmente Sonia ha un appuntamento con Damien, l’uomo con cui parla tramite chat da diverso tempo e che non ha mai visto. Sembra però che tutte le persone che conosce si siano messe d’accordo per trovare un pretesto per andare a casa sua proprio quella sera, e nessuno di loro è un ospite desiderato. La vita di una donna single dopo i trent’anni è costellata di giudizi e consigli stanchi, mentre le persone attorno a lei pretendono senza darle niente in cambio e mettono continuamente in discussione le sue scelte. Bisogna aspettare le ultime battute del film perché qualcuno dia un’identità alla protagonista chiamandola finalmente per nome. Eppure, Sonia non si scompone mai, e anzi afferma la propria esistenza in modo sempre più risoluto. Chloé Dumond, attrice protagonista e co-regista del film sarà presente in sala insieme a Laetitia Pansanel, compositrice della colonna sonora.

Absence, Wu Lang, Cina, 2021, 15’

Arriva da Cannes questo misterioso cortometraggio in cui i rapporti affettivi e interpersonali vengono messi in discussione e lasciati in sospeso. Una giovane donna lascia la propria attività di parrucchiera e insieme al figlio ancora bambino torna a Ying Ge Hai, sua città natale. Salgono così su un furgone in cui sono stipati tutti i loro averi, guidato da un uomo. Agli occhi del pubblico il rapporto tra la donna e l’autista appare poco chiaro: i due non conoscono dettagli personali fondamentali l’uno dell’altra, eppure il bambino lascia trasparire in modo palese la presenza dell’uomo nella sua vita. Il film restituisce così uno spaccato della Cina rurale, tra non detti e i sentimenti lasciati in sospeso.

Pops, Lewis Rose, Regno Unito e Francia, 2021, 20’

Oltre l’eredità, cosa può essere oggetto di profondo litigio tra due fratelli dopo la morte dei genitori? Il funerale, ovviamente. Elli e Roz non potrebbero essere più diversi: lui ebreo ortodosso praticante ed estremamente legato alla tradizione e alla religione, lei trasferitasi in India per seguire un altro tipo di spiritualità e quotidianità. Elli vorrebbe che il padre venisse seppellito di fianco alla defunta moglie (e madre) con un rito religioso classico; Roz, invece, vorrebbe seguire le ultime volontà del padre e celeberare un “funerale spaziale”. Il film, ironico e divertente, fa riflettere sullo sguardo dei figli verso i genitori, uno sguardo idealizzante di perfezione costruita e immaginata. Quando però arriva il momento di realizzare che anche i genitori sono essere umani e che non sempre riescono a soddisfare tutte le nostre aspettative, la realtà diventa difficile. Anche se si è già adulti.

The Best Orchestra In The World, Henning Backhaus, Austria, 14’

Vincitore del premio Best Short alla 41esima edizione del Max Ophüls Preis, The Best Orchestra In The World è un film che ci parla in modo cinico e schietto della società odierna. Ingbert è un calzino, ed è anche oggettivamente il più bravo suonatore di contrabbasso in circolazione. Quando di presenta all’audizione per entrare nell’orchestra della Wener Staatskapelle la sua diversità sarà un ostacolo? La denuncia è mascherata dietro a oggetti quotidiani (un calzino, un bidone, una forchetta), ma il messaggio arriva al pubblico in modo chiaro e diretto. La cosiddetta “lotta tra poveri” non porta giovamento a nessuno, tanto meno a un calzino.

Greta Pelizzari