Continua la collaborazione di 1977 con Rome Prisma Film Awards, che per l’ottavo appuntamento si terrà live venerdì 1 aprile al Cinema Farnese di Roma alle ore 21:30.

Anche questa volta, sarà possibile incontrare in sala alcuni degli autori e dei protagonisti della selezione per il consueto scambio e confronto a cui Prisma Film Awards dedica particolare attenzione e impegno, al quale parteciperanno i registi, gli attori e altri professionisti che hanno lavorato a Hegoak e Kold.

La selezione eterogenea dei cortometraggi in questa segue un minimo comun denominatore: il drama. Tutte le opere proiettate trattano infatti l’animo umano e le sue problematiche da punti di vista differenti, spaziando tra vicende e riflessioni, a dimostrare che il genere può essere un filo rosso che unisce diversi punti, ma sono lo sviluppo narrativo e dei personaggi a rendere unica ogni storia.

Meek, Oh Why? – Night Sky, Bartosz Szpak e Helena Ganjalyan, Polonia, 2022, 4’ 

Il videoclip è arte, basti pensare alle opere di Romain Gavras. Ma si può raccontare in un videoclip cosa accadrebbe se il Sole esplodesse? Cosa succederebbe in quegli 8 minuti e 20 secondi prima che l’energia dell’esplosione raggiunga la Terra? Meek, Oh Why? – Night Sky condensa la risposta nella metà del tempo: 4 minuti in cui vengono rappresentati il senso di liberazione, euforia e consolazione che si prova un istante prima che si verifichi l’irreversibile. Il paradosso è che si tratta di una narrazione analogica su pellicola 16 mm, un procedimento che richiede tempo, riflessione e consapevolezza.

Mother in the Mist, Kay Niuyue Zhang, Stati Uniti, 2021, 20′

Raccontare il Coronavirus non è facile, tanto meno se lo si fa proprio a Wuhan. Mother in The Mist parla di una giovane madre originaria della Cina rurale che ha appena dato alla luce Snowie, la sua prima figlia, dalla quale però si deve separare a causa di complicazioni di salute della piccola, che deve rimanere sotto osservazione, il tutto proprio nei giorni in cui il Covid si sta diffondendo in tutta la Cina e vengono imposti i primi serratissimi lockdown. La ragazza intraprenderà così un viaggio che ha dell’impossibile per riuscire a tornare all’ospedale in cui Snowie è incubata e portarla via con se. Il film prende libera ispirazione da una vicenda realmente accaduta, ma quella della pandemia sembra ancora una ferita troppo per essere raccontare con i giusti toni e il fondamentale distacco storico.

Hegoak, Andoni Betbeder, Francia, 2021, 19’

Hegoak, cortometraggio ambientato in una fattoria dei Paesi Baschi, racconta di due fratelli che cercano di sopravvivere alle angherie del padre disabile, infuriato con la vita e rancoroso nei confronti del destino. L’uomo mette costantemente alla prova i due ragazzi, costringendoli a sfide fisiche secondo un gioco di forza e di potere tipico della regione basca. Non trovando nel primo genito l’erede che vorrebbe, ripone tutta a sua fiducia in Eki, il figlio minore, il cui unico desiderio è quello di studiare il più lontano possibile da quel luogo e abbandonando per sempre la campagna.

Kold, Marley Hasselbach, Danimarca, 2022, 18’

Una giovane donna affetta da una patologia cardiaca ereditaria trova in un ragazzo appassionato di nuoto in acque gelide la via di fuga dalle ansie e dalle apprensioni derivanti dalla propria condizione. L’intensa relazione, però, avrà dei risvolti negativi sulla condizione della ragazza. Lavorando sulla concezione di caldo e freddo, luci, colori e ambientazioni interne ed esterne sono cromaticamente divise per connotare visivamente le differenze tra gli ambienti e ciò che accade. Un metodo semplice ma efficace per accompagnare il pubblico nella narrazione e nello svolgersi delle vicende, lasciando spazio più all’aspetto visuale che ai discorsi. Un’opera intima e sentita.

Censor of Dreams, Leo Berne e Raphaël Rodriguez, Francia, 2021 18’

Censor of Dreams, già proiettato da oltre 30 festival di tutto il mondo e inserito nella shortlist degli Oscar 2022 come Miglior cortometraggio, pone al centro due censori devono interpretare i sogni di Yoko, cercando di incanalare il suo subconscio in un percorso che sia il meno traumatico possibile. Ma non tutte le notti questa operazione riesce ad avere successo. L’interpretazione di Damien Bonnard, attore di The French Dispatch e L’ufficiale e la spia, l’ottima padronanza del montaggio e la dinamicità delle scenografie aiutano a trasmettere tutta la frenesia e il nonsense che guidano la narrazione.

Greta Pelizzari