Voto

5.5

Dopo l’inaspettato attacco a Pearl Harbor, che nel dicembre del 1941 sconvolse gli Stati Uniti, l’esercito americano è pronto a rimettersi in piedi per reagire all’affronto subito. Mentre i giapponesi avanzano determinati e inflessibili nel Pacifico, l’ammiraglio Chester Nimitz (Woody Harrrelson), grazie al sacrificio dei soldati della flotta navale statunitense e all’aiuto dell’Intelligence, riesce a orchestrare un’imboscata agli avversari nelle isole Midway, bloccando la loro avanzata.

Roland Emmerich ricostruisce questa pagina di storia meno conosciuta senza grandi innovazioni rispetto alla consueta narrazione dei war movies. Persiste un forte, e a tratti ingombrante, messaggio patriottico, incarnato dai soldati americani protagonisti del film che, a parte qualche rara eccezione, sono rappresentati come degli automi, pronti a tutto per il proprio Paese. Al punto di vista degli avversari è concesso uno spazio limitato e l’intero scontro sembra essere raccontato senza alcun tipo di approccio introspettivo nel mostrare la guerra, che è proposta semplicemente come una sfida tra due squadre alimentate da un forte orgoglio e senso dell’onore.

Il regista tedesco, noto per i suoi film fracassoni (come l’ultimo Independence Day – Rigenerazione) non delude almeno per quanto riguarda l’azione: Midway riesce in parte a intrattenere grazie alle sue scene di volo estreme e realistiche, nonostante il budget ridotto. Gli intrepidi piloti, pronti a scontrarsi e ad affrontare picchiate vertiginose, regalano adrenaliniche, ma queste non bastano per coinvolgere un pubblico costretto a due ore di racconto sulla guerra dalla retorica stucchevole, ormai stantia, e privo di un qualsiasi reale senso di climax e pathos; decisamente molto lontano dalla trascinante e sensoriale narrazione bellica del Dunkirk (2017) di Nolan.

Francesca Riccio