Voto

7

Unite Mad Max e Wacky Races – Le corse pazze, applicategli una moviola e otterrete Microbo & Gasolina, il nuovo film di Michel Gondry.

Costantemente sul filo tra reale e irreale, in modo quasi impercettibile le tappe del viaggio dei due piccoli protagonisti si mischiano ai loro sogni e fantasie: come nei film di Rohmer, i personaggi sono “veri” nelle cose che dicono e nei sentimenti che provano, ma si esprimono con un linguaggio tipicamente scritto e poco verosimile. Microbo e Gasolina, infatti, non sono adolescenti come tutti gli altri: sono ostili alla moda e alla tecnologia, non parlano in slang, usano espressioni da adulti e conoscono nozioni che non corrispondono alla loro età. Eppure lo spettatore, una volta accettato il patto cinematografico con il regista, può rinunciare alla possibilità di marcare una netta distinzione tra reale e immaginario, lasciandosi trasportare dalla storia.

Prodotti dell’autobiografia del regista, Microbo e Gasolina sono i protagonisti assoluti della pellicola: la fotografia privilegia la loro fisicità dinoccolata, mentre la regia assume un atteggiamento rispettoso e pacato per lasciare ampio spazio ai loro curiosi dialoghi. Anche la colonna sonora curata da Jean-Claude Vennier contribuisce a far emergere i due adolescenti, sottolineando con un tono rètro e démodé lo sfasamento di Microbo e Gasolina rispetto ai loro coetanei.

Come dichiarato da Gondry, il film pesca a piene mani dalla sua infanzia per tramutare in realtà cinematografica quello che era solo un sogno giovanile, ed è proprio in questa atmosfera che risiede la chiave magica del film; ogni spettatore può così ritrovare il proprio “io” infantile e abbandonarsi anche solo per due ore alle fantasie perdute.

Benedetta Pini