Voto

8

Nel 2012 Michael Kiwanuka aveva lasciato tutti a bocca aperta con Home Again, il disco d’esordio che gli valse la candidatura al Mercury Prize. Dopo quattro anni il cantante britannico torna a deliziare il pubblico con Love & Hate che, sebbene si ispiri ancora una volta ai grandi nomi della musica nera, cerca ora di intraprendere un percorso più personale e contemporaneo. Oltre a fondere il soul con il folk, infatti, Kiwanuka arricchisce le proprie sonorità con chitarre rock e orchestrazioni, affidando la produzione dell’album a Danger Mouse.

Love & Hate è un disco dalla costruzione curatissima, a cui si affianca uno spirito profondo di ricerca introspettiva, risultato della fusione delle radici ugandesi dell’artista alla sua identità inglese e di un confronto con il mondo contemporaneo. La profonda voce di Kiwanuka accompagna l’esplorazione di sentimenti agrodolci, in bilico tra la speranza e la disillusione; così, addentrandosi nell’universo di Love & Hate, è impossibile non restare stregati dai cori che incorniciano la ricerca sonora dell’album, regalandogli un’ulteriore spinta emotiva.

L’ultimo lavoro di Kiwanuka è quindi un album composito e dinamico, ricco di sfumature da scoprire e cogliere ascolto dopo ascolto: Cold Little Heart in apertura regala un’onirica chitarra di ispirazione floydiana, Black Man In A White World è invece arricchita da tinte funk, mentre Love & Hate è accompagnata da una sezione d’archi struggente.

Eleonora Orrù