Voto

5

La storia di un’improbabile amicizia tra una ragazzina e un leone si aggiunge al filone di quei incentrati su un bambino incompreso che dà una svolta alla propria vita grazie a un evento speciale e straordinario. Vivamente consigliato agli amanti degli animali, Mia e il leone bianco si rivela un film ricco di momenti toccanti, che fa leva soprattutto sul pubblico di giovanissimi.

Nato dall’incontro tra il regista Gilles de Maistre e lo zoologo Kevin Richardson, che in Sudafrica lavora per cercare di preservare la sopravvivenza dei leoni, Mia e il leone bianco vuole trasmettere un messaggio innegabilmente positivo sul rispetto per l’ambiente e per le creature che lo popolano. Ma questo aspetto non sconta niente a tutte quelle scene banali e assurde che costellano tutto il film, rendendolo un po’ noioso e un po’ troppo inverosimile – pur tenendo presente che si tratta di una fiaba. L’attrattiva del film risiede nel rapporto tra Mia e il suo leone; un legame nato realmente sul set del film: nell’arco dei tre anni di riprese la giovane protagonista (Daniah De Villiers) e l’animale sono cresciuti insieme, costruendo una sintonia che va oltre la macchina da presa.

Giulia Crippa