Voto

7

Pubblicato il 6 marzo 2020, dopo una delle dispute artista/etichetta più accese degli ultimi anni, Suga, il nuovo progetto di Megan Thee Stallion svela le diverse personalità dell’artista in un meccanismo a matrioska. E attraverso l’egida di un nuovo alter-ego, omonimo dell’album, Megan stupisce rivelando la sua sensibilità e vulnerabilità.

Spicca una rinnovata autoconsapevolezza mostrata con fierezza in brani liricamente bruschi e senza fronzoli, che attraversano le gioie e le insidie dell’esperienza della rapper, tra cui la perdita della madre e i problemi legali con l’etichetta. L’attitudine del disco risulta chiara già dalla prima traccia, Ain’t Equal, in cui le rime giocano a una partita di ping pong oscillando dal dolore alla rabbia con decisione e naturalezza (I lost my mommy and my granny in the same month/I know some people in my own city hating on me/And if you hoping I fall off, you gon’ be waiting on it). La produzione di Suga shakera la frizzante sfrontatezza rap con il mood scanzonato e rilassato R&B, tutto bilanciato con eleganza e spavalderia in un insieme molto dinamico che dall’hip hop old school evocato dal campione di Ratha Be Ya di Tupac Shakur in B.I.T.C.H virano verso sound più freschi e distesi, come quelli di Captain Hook e di What I Need.

Suga è un disco breve, ma che esprime intensamente e a pieno il potenziale dell’artista: abilità liriche prorompenti, flow accattivante e una capacità straordinaria di reinventarsi. Dal suo debutto nel 2016, Dal suo debutto nel 2016, Megan Thee Stallion si è trasformata da paladina del rap underground a sorprendente icona della pop culture attuale.

Deborah Cavanna