Voto

7

A un anno di distanza da Neverland, nato dalla collaborazione con Sick Luke, Mecna torna con un nuovo progetto discografico da solista, Mentre nessuno guarda. Quattordici tracce che parlano d’amore, attraverso lo sguardo malinconico e un po’ tormentato di un outsider.

Beat rap, atmosfere R&B, electro e pop, e un groove che crea la pista giusta per le barre dell’artista, così introspettive e al contempo così sincere da non lasciare spazio a troppi giri di parole. La semplicità dei versi, sempre più cantati, riduce la struttura dei brani all’osso: poche parole, tanto sentimento, e un pizzico di prevedibilità che rende il tutto ancora più orecchiabile. Tra delusioni amorose (Demoni), pause di riflessione (Così Forte) e bisogni esistenziali (Scusa), la voce di Mecna, avvolta da una aura di autotune, si amalgama perfettamente alle strumentali, rendendo i suoi pensieri ancora più risonanti. Istantanee di vita quotidiana appese ai muri, sconvolgimenti immobili come il pianto plastico di Mecna ritratto nella copertina dell’album, e dipinto in anteprima dallo street artist londinese Richard Wilson su un murales nei pressi dell’Università Statale di Milano. Le collaborazioni del disco si contano sulle dita di una mano come le amicizie più strette (Guè Pequeno, Frah Quintale, Madame, Ernia e Izi) e aggiungono valore a un lavoro di buona qualità.

L’album nasce sotto il segno della Bilancia, si colloca precisamente nella zona franca tra universale e particolare, l’amore e le sue infinite sfumature, dove l’energia dei contrari si sprigiona alla massima potenza, rendendosi visibile attraverso produzioni e liriche che sanno essere simultaneamente cupe e limpide, piene di dolore ma anche colme di speranza. E mentre nessuno guarda Mecna mostra al 100% se stesso, mostra al 100% Corrado Grilli.

Deborah Cavanna