Voto

8

Tutto è iniziato con un countdown. Dopo mesi di silenzio torna alla ribalta il rapper di Foggia: alla mezzanotte dello scorso giovedì 12 gennaio Mecna sorprende tutti con il suo Lungomare Paranoia.

Questa volta si tratta di un ragionato salto nel vuoto: le rime attente e studiate riescono a catturare l’ascoltatore grazie alla loro inedita spontaneità. Non a torto si potrebbe ritenere Lungomare Paranoia un’originale versione all’italiana dei lavori di Drake, sarà per le movenze sfoderate nel video de Il Tempo Non Ci Basterà, o forse per l’attitudine da latin lover adottata da Mecna per raccontare i più svariati tipi di donne in cui si imbatte – dalla groupie (Non Serve) alla compagna di vita (Nonostante Sia).

I beat, affidati a Iamseife, Alessandro Cianci e Fid Mella – per fare giusto qualche nome –, infondono al disco eterogenee sonorità elettroniche. Nonostante i dettami della moda di oggi impongano un rap elettronico che troppo spesso è sinonimo di trap, Mecna, che sa aspettare all’angolo e giocare le sue carte nel momento giusto, riesce a mantenere uno stile autentico nonché da classifica.

Ed è evidente che di lavoro faccia il grafico: come sempre, Mecna riesce a trasmettere immagini ben precise attraverso rime che si potrebbero definire “visive”. Questa volta, però, le valigie non sembrano essere destinate a restare: Mecna è proiettato verso posti nuovi perché, “sai, Milano un po’ ci ha rotto”.

Anna Laura Tiberini e Gaia Ponzoni