Voto

7

L’artista contemporaneo più importante di sempre per alcuni, semplice personaggio mondano abile a pubblicizzare se stesso per altri, Maurizio Cattelan è di certo una personalità interessante, le cui opere sono da sempre fonte di accesi dibattiti e spunti di riflessione sulla società contemporanea.

Dopo la presentazione in anteprima alla scorsa edizione del Tribeca Film Festival, il docufilm di Maura Axelrod sbarca nelle sale italiane, con l’obiettivo di fornire una panoramica sulla vita e le opere dell’artista padovano. Mostrando l’uomo nascosto dietro l’artista, la Axelrod rende le sue opere accessibili anche a uno spettatore non avvezzo all’arte contemporanea, che può così avvicinarsi ad una forma espressiva di non facile interpretazione, verso la quale l’unico pensiero che potrebbe venire in mente è: “Ma mi sta prendendo in giro?” Ironicamente, la pellicola risponde proprio: “Sì, caro spettatore, Maurizio Cattelan sta prendendo in giro tutti, anche sé stesso”.

L’arte di Cattelan, infatti, è fin dai suoi esordi ironica e autoironica. Si fa beffa in primis dei potenti (si veda “L.O.V.E.”, la grande mano con tutte le dita mozzate a parte il medio nel bel mezzo di Piazza Affari a Milano), delle religioni (come in “La Nona Ora”, una cera di Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteoriteche rappresenterebbe la parola divina scagliata contro il suo sedicente rappresentante, secondo Jodorowsky), e soprattutto del mondo stesso dell’arte, come risulta evidente in “Torno subito”, il cartello che Cattelan affisse alla porta d’ingresso di una delle sue prime mostre e che oggi dà il titolo al film.

Maurizio Cattelan: Be Right Back proietta lo spettatore in una dimensione comica, giocosa ma estremamente concreta, ben salda ai problemi della contemporaneità. Analizzando la realtà con estrema intelligenza, il film mostra come il lavoro di Cattelan riesca sempre a non perdere la propria carica umoristica.
Come scrisse Calvino più di un secolo fa “il divertimento è una cosa seria”: Maurizio Cattelan lo conferma oggi con le sue opere.

Andrea Mauri