Voto

8

Dopo aver sconquassato la scena rap italiana con Scialla Semper (2019), quello che si presenta al suo pubblico con Solo Tutto è un Massimo Pericolo più introspettivo e real. Nei primi venti secondi di ascolto non c’è più il beat tagadà alla 7 Miliardi (anche se la produzione è ancora una volta completamente affidata a Crookers) ma barre che bucano ugualmente i timpani dell’ascoltatore per sincerità e immediatezza (“Quanto è difficile scrivere il secondo disco/Soprattutto se col primo diventi ricco”, Casa Nuova feat. Venerus). Niente punchline improvvisate ma una lunga discesa in profondità nei ricordi dell’adolescenza che tradiscono una forte inquietudine e la necessità di sfogarsi.

Solo Tutto è una perfetta fotografia di Massimo Pericolo, di come è stato scrivere il secondo disco ufficiale durante un lockdown che lo ha fatto sentire come quando era ai domiciliari. Di quel passato difficile e dell’esperienza vissute in strada vi è più di una traccia anche in questo nuovo disco: Fumo (momento amarcord, nel suo svolgimento cinematografico sembra un citazione de Le Voglio Piene, brano presente in Roccia Music Vol. 1) racconta la storia di uno spacciatore e dell’ansia che vive mentre si avvicina il momento di fare visita a un cliente per recuperare dei soldi (“Mi tiro su la giacca e faccio un tiro di paglia con grande calma/Perché so che c’ho l’aria di essere in ansia”). Se Scialla Semper era un disco di rottura, Solo Tutto è caratterizzato dall’esperienza maturata negli anni, come per le relazioni passate descritte in Troia (con la seconda strofa di J Lord): un giro di piano, un flow old school che parla delle conseguenze dell’amore e dell’innamorarsi partendo dalla fine di un rapporto, in pieno stile Massimo Pericolo (“Le tue best hanno detto di non darla/I tuoi ex hanno detto che sei pazza/Ma noi non ascoltiamo chi ci parla/E quando me la dai, diventi pazza, e a noi ci basta”).

Matteo Squillace