Voto

7

A quattro anni di distanza da Sassi (escludendo lo split Maria Antonietta Loves Chewingum del 2015), Maria Antonietta torna con un nuovo lavoro: Deluderti. E lo fa nel modo più candido possibile, senza fronzoli e soprattutto senza perdere la propria identità. Se la mano di Giovanni Imparato aka Colombre alla produzione si sente eccome, soprattutto per quanto riguarda le batterie e le armonie vocali, i brani rientrano sempre nelle corde della cantautrice pesarese, più dolci rispetto agli esordi, ma anche più profondi ed espressivi.

Il sound è quello tipico dell’indie-alternative contemporaneo, gli arrangiamenti sono avvolgenti nella loro semplicità. La tracklist è confezionata come un continuum di strumenti e armonie, all’interno del quale non compare alcuna hit e i brani non hanno bisogno di spiccare singolarmente: ogni parte aggiunge un tassello destinato a comporre il risultato finale. Filo conduttore le chitarre, molto dolci e quasi sempre clean, accompagnate da una batteria incalzante, vera colonna portante del disco, e da piano e synth mai fuori posto. La voce di Maria Antonietta è pulita e meno aspra del passato, intenta a riscaldare lievemente l’ascoltatore come un sole primaverile che scaccia il freddo dell’inverno.

Deluderti è un album leggero nel senso più puro del termine, è un racconto leggero di esperienze che in realtà leggere non sono e in cui c’è spazio per riflessioni intimistiche ed esistenziali (amore, amarezza, vita di tutti i giorni): mezz’ora per staccare la spina.

Federico Bacci

Potrebbero interessarti: