Voto

6

A tre anni dal debutto discografico Hero e dopo l’exploit del tormentone The Middle in collaborazione con Zedd e Grey, Maren Morris torna con un album che delinea ulteriormente tutte le venature pop che contaminano il suo sound.

Girl è l’emblema del nuovo volto del country americano, sempre più melodico e meno conservatore. Dalla titletrack a The Bones il passo è breve: la Morris cita Beyoncé (“Girl, don’t you hang your head low/Don’t you lose your halo”), si lascia andare alla nostalgia (“What’s your time machine?/Is it Springsteen or “Teenage Dream”?”, A Song for Everything), si scatena sulle note di All My Favorite People insieme ai Brothers Osborne e tocca il picco più alto in Common, collaborazione con Brandi Carlile. Per l’intera durata del disco, però, non si ha mai la sensazione che Girl possa essere l’album della definitiva consacrazione di Ms. Morris.

A differenza dei recenti By The Way, I Forgive You e Golden Hour delle colleghe Brandi Carlile e Kacey Musgraves, Girl fatica a scrollarsi di dosso la frivolezza di arrangiamenti eccessivamente ruffiani.

Christopher Lobraico