Voto

8

Dopo aver ottenuto ben sei candidature ai prossimi premi Oscar, il nuovo dramma di Kenneth Lonergan si impone all’attenzione internazionale conquistando pubblico e critica. Lo sceneggiatore di Gangs of New York (2002) indaga ora lo strazio di un uomo, prostrato dal lutto ma costretto ad affrontare i fantasmi di un oscuro passato.

I toni cinerei della fotografia di Jody Lee Lipes e le lunghe panoramiche dominate dall’acqua dell’oceano inquadrano un dramma che nasce dal fuoco di un incendio mai davvero estinto e ancora bruciante nell’animo del protagonista. Il film procede per sottrazione, rifuggendo patetismi esibiti: ogni volta che la tensione cresce e la carica drammatica si fa più intensa, il ritmo della narrazione viene puntualmente spezzato e la tensione dispersa. I sentimenti restano così privi di sfogo e confluiscono in un dolore profondo e latente, a cui il bravissimo Casey Affleck dà corpo e voce.

I (lunghi) tempi emotivi sono appesantiti da una colonna sonora a tratti barocca, in cui i violini di Albinoni premono con fatica su ambienti e personaggi.

Giorgia Maestri

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