Voto

7

Esordio alla regia di Ginevra Elkann, Magari – disponibile su RaiPlay – racconta la storia di una famiglia attraverso gli occhi e la voce della piccola Alma (Oro De Commarque). Lei vive a Parigi insieme ai suoi due fratelli maggiori (Ettore Giustiniani e Milo Roussel) e alla madre, mentre il padre (Riccardo Scamarcio) è un regista scapestrato che vive a Roma insieme alla fidanzata/assistente Benedetta (Alba Rohrwacher). La madre, in procinto di trasferirsi in Canada portando i figli con sé, decide di fargli trascorrere qualche con il padre e la compagna nella loro casa al mare fuori Roma. Intanto Alma cova dentro di sé un grande desiderio: che i suoi genitori possano un giorno riappacificarsi e tornare insieme. La cosa è improbabile, ma magari, se lei ci credesse e ci sperasse con tutto il cuore… magari potrebbe succedere. Questo è il leitmotiv del film, una commedia drammatica con punte di tenerezza e punte di malignità.

Queste giornate scorrono languide, in uno scenario di vita da bohémien medio-borghesi e nel contesto romantico e malinconico del lungomare d’inverno di Sabaudia. Sospeso in un’atmosfera di realismo magico, Magari si sostanzia dei pensieri dei tre fratelli, che, ognuno a modo suo, interiorizzano gli episodi di quella strana vacanza insieme al padre, finché la vita vera si mescola senza soluzione di continuità con la loro dimensione fantastica, con i sogni a occhi aperti di Alma, i giochi sulla spiaggia di Jean, le fantasie su un amore improbabile di Sebastiano.

Pur non essendo un film memorabile, che pecca di contesti e situazioni già viste e di una certa piattezza di fondo, Magari è un film elegiaco e nostalgico, che si muove con fluidità tra passato e presente, realtà e immaginazione, facendoci tornare a credere nei nostri sogni.

Giulia Crippa