Voto

8

Allontanatosi dal compagno di avventure Ryan Lewis (nulla di traumatico, a detta degli artisti; solo una scelta che non trova corrispondenza nel loro rapporto di amicizia), Macklemore decide di esplorare tutte le sfaccettature che hanno caratterizzato il suo percorso musicale finora. Non mancano tracce da party lover, così come racconti da padre di famiglia (Church ne è l’emblema) e approcci più impegnati, anche se lontani da dichiarazioni esplicitamente politiche.

Non è un album orientato politicamente” ha infatti dichiarato il rapper di Seattle, “perché tutti sanno cosa sta succedendo nel mondo e non voglio influenzare nessuno. La musica, oltre a essere una forma di resistenza, può essere qualcosa che ti fa ballare, ti fa piangere e riflettere ma non sentivo il bisogno di andare in profondità con i temi politici. È solo la musica che volevo sentire, volevo fosse divertente”. Effettivamente, in Gemini il divertimento non manca, complici i numerosi featuring (uno per brano) tra cui spiccano ritrovate collaborazioni, una su tutte quella con Eric Nally, e stupefacenti duetti come quello con la nuova Kesha in Good Old Days.

Questi e altri arricchimenti sembrano in grado di distrarre gli ascoltatori particolarmente nostalgici del vecchio duo Macklemore-Lewis, anche se la mancanza di una Thrift Shop e della mano del produttore dietro al mixer impediscono all’album di raggiungere la perfezione.

Giulia Tagliabue