Voto

7

This Old Dog viene aperto dalle percussioni elettroniche di My Old Man, le quali compongono un beat essenziale e pulitissimo che stende il tappeto rosso all’attacco di chitarra, un arpeggio ipnotico che percorre senza soste la prima traccia. Quei colori e quelle melodie con cui Mac Demarco si è fatto conoscere e amare si ritrovano in gran parte dei brani del suo nuovo lavoro, anche se in parte sembrano affievolirsi. Gli arpeggi di chitarra accattivanti e il timido jazz unito all’avvolgente jungle pop dei dischi precedenti, infatti, rallentano sotto il peso di un messaggio più profondo e intimo.

Le melodie gentili e ondeggianti, vagamente soul e la voce rasserenante di Mac Demarco che avvolgono l’ascoltatore in un’atmosfera calda e lo trasportano in riva al mare anche in pieno inverno, contrastano ancora una volta con i  testi, intrisi di incertezze e malinconia che fanno i conti con una nuova maturità. La leggerezza dei vent’anni tinge le sonorità di This Old Dog di colori caldi e sereni, mentre la consapevolezza dell’età adulta sfuma i contenuti di tonalità più fredde: il ragazzo “worried ‘bout the world’s eyes” di Blue Boy è cresciuto. Con il brano omonimo del disco Mac Demarco si rivolge a se stesso, suggerendosi di non dimenticare il proprio passato e di guardare al futuro con serenità. My Old Man, apre inoltre la strada al tema familiare e al confronto con l’immagine del padre: è un rapporto complicato quello dell’artista con la figura paterna, un uomo violento e alcolista dal quale si è separato quando era ancora un bambino. On the Level, Moonlight on the River e Watching Him Fade Away riflettono infatti sulla sua assenza e sulla paura di assomigliargli in futuro.

Valeria Bruzzi