Voto

6

Dopo che ci avevano lasciato con l’acclamato Hurry Up We’re Dreaming, il ritorno degli M83 era carico di aspettative; ma per ascoltare Junk senza rimanerne né delusi né spiazzati, bisogna dimenticarsi di tutte le atmosfere che avevano segnato i loro lavori precedenti e tuffarsi tra le imprevedibili sonorità puramente anni ’80. Infatti, nonostante qualche richiamo all’identità passata come in Solitude, contraddistinta da una forte emotività e da chitarre distorte, Junk resta un disco che si ispira (come anticipa la copertina), al mondo degli show televisivi anni ’80.

Do it apre il disco con un piano dai suoni dance accompagnato da cori synth martellanti; segue Go, con la partecipazione di Mai Lan che con Bibi the dog e Atlantique Sud imprime all’album un carattere dolce e suadente grazie ai caratteristici testi in francese.

L’ultimo album degli M83 guarda al passato, ma, se inizialmente potrebbe risultare un semplice richiamo kitsch, alla fine dell’ascolto ci si rende conto che è un piacevole tuffo nel colorato e divertente mondo degli anni ’80, a cui bisogna concedere una seconda possibilità.

Eleonora Orrù