Voto

8

M.I.A. – La cattiva ragazza della musica (Matangi/Maya/M.I.A.) è il documentario di Steve Loveridge su quella cosa che è la meteora di M.I.A. nel panorama della scena pop mondiale contemporanea. Partendo dall’interno della sua figura, dipinge con un una serie di video privati dell’artista e sull’artista un profilo sorprendentemente personale della sua figura nella propria crescita e nelle proprie contraddizioni, percorrendo una linea sinuosa del viaggio da immigrata nella Londra di inizio anni ‘80 a pop star.

All’inizio Matangi, figlia del fondatore del movimento di resistenza armata dei Tamil dello Sri Lanka e in fuga dal governo nel mezzo di una violenta guerra civile, poi Maya in Inghilterra, una carismatica immigrata adolescente precoce e creativa con una telecamera come coperta di Linus a riprendere senza compromessi se stessa e gli altri, e infine M.I.A., facendosi conoscere al mondo con un’identità personale ed eclettica costantemente in cambiamento e arricchita dagli stimoli di ogni angolo del percorso della sua vita.

La performance al Super Bowl nel 2012, i viaggi per il mondo a campionare i suoni matti da inserire nel disco successivo, i videoclip senza peli sulla lingua, la censura dei media, la maternità; una sorta di diario segreto audiovisivo che accosta sapientemente le politiche Tamil, l’attitudine punk degli anni della scuola d’arte, i beat hip-hop e l’incrollabile voce confidenziale di una gioventù borghese multiculturale. Il documentario, incisivo e anticonvenzionale quanto il suo soggetto, presenta un accesso ineguagliabilmente intimo a M.I.A. alla sua battaglia contro l’industria della musica e i media mainstream, così come l’esplosione del suo successo, diventando una delle voci più riconoscibili e dissonanti della musica contemporanea.

Carlotta Magistris