Voto

6

L’ottava produzione di Lupe Fiasco è figlia di una relazione finita male tra il rapper statunitense e la sua storica etichetta, l’Atlantic Records, in seguito a problematiche di natura burocratica. DROGAS Light è infatti un album autoprodotto, basato esclusivamente su intuizioni personali e scelte stilistiche slegate dalla forte influenza delle label. Ma non sempre l’indipendenza è un bene. Il disco si muove all’interno di differenti registri stilistici a scapito dei testi e, di conseguenza, delle tematiche: il passaggio dalle sonorità trap alla disco music rende sterile un lavoro che sembra essere stato prodotto per un’ordinaria rotazione radiofonica.

DROGAS Light riesce comunque a raggiungere alcuni picchi qualitativi con City of the Year, nel quale spicca la predisposizione di Fiasco per le lyrics impegnate, o It’s Not Design e Wild Child, brani sapientemente architettati su sonorità che ricordano quelle dei N.E.R.D. e dettate dall’uso di una strumentazione alquanto inconsueta per brani di matrice rap. Degno di nota è anche Tranquillo, che vede Lupe Fiasco alle prese con un ottimo esercizio di stile, coadiuvato dal flow caratteristico del gigante Rick Ross e dall’esperta produzione di Big K.R.I.T.: uno dei migliori brani del disco.

Sabino Forte