Voto

6

Il regista Jay Roach insieme allo sceneggiatore John McNamara squarciano il tendone rosso della storia del cinema per svelare i dietro le quinte degli anni che precedettero e seguirono il 1947, anno del processo che portò Dalton Trumbo a 11 mesi di prigione per resistenza al Congresso. Membro della della Hollywood Ten, un gruppo di addetti ai lavori che si rifiutò di testimoniare davanti alla Commissione per attività anti-americane, Trumbo continuò a lavorare sotto falso nome per minare dall’interno quello stesso sistema che voleva escluderli e annientarli.

Tanto più la storia è interessante quanto più la trasposizione su pellicola corre il rischio di risultare un’occasione mancata. Ironia della sorte è proprio la sceneggiatura a mancare di equilibrio e brio: se il dramma personale e familiare di Trumbo viene indagato in modo approfondito – nonostante il susseguirsi di banalità –, l’aspetto professionale viene ridotto a elemento di contorno, senza la costruzione di un solido e autentico quadro d’insieme.

A una regia ultratradizionale e convenzionale si affiancano dialoghi artificiosi e didascalici che contribuiscono a rendere il film poco appassionante. L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo si guadagna la sufficienza solo grazie alle interpretazioni di Bryan Cranston aka il padre di Malcom aka Walter White e di John Goodman.

Benedetta Pini