Voto

8

Se il disco d’esordio Bestiario Musicale aveva fatto crescere un intenso alone di curiosità intorno a Lucio Corsi, l’ultimo lavoro Cosa faremo da grandi? è il passaggio naturale che conduce l’artista verso una vera e propria evoluzione. Grazie a una costruzione armonica immersa in arrangiamenti lo-fi e architetture sonore impreziosite da archi e fiati, le nove tracce che compongono il disco si mostrano magnetiche fin dal primo ascolto. Glam rock, Renato Zero, Ivan Graziani, Randy Newman, sono solo alcuni dei rimandi che attraversano le nove tracce che compongono l’album.  La title track in apertura al disco, sostenuta da archi e piano, racconta una storia sublime, sospesa, dove le parole sono istantanee di uomini, paesaggi, gesti semplici e consapevolezze improvvise.

Il viaggio fisico e metaforico di Freccia Bianca introduce nel disco sonorità elettriche vintage, Trieste si lascia aiutare dal suono del vento per raccontare una storia dai diversi punti di vista. Amico mio e Bigbuca sono i momenti più divertenti, La Ragazza Trasparente chiude il disco con il racconto di un amore che non c’è, un brano sublimato da momenti straordinariamente poetici.

Emanciparsi dal consueto e inoltrarsi in luoghi ancora inesplorati, questo sembrerebbe il segreto celato dietro l’estro di Lucio Corsi. E Cosa faremo da grandi? è uno dei dipinti stralunati e difficilmente imitabili di un autore dalla cifra stilistica forte e autentica, attualmente tra i più interessanti del panorama musicale italiano.

Gabriel Carlevale