Voto

7

Voce rauca ma espressiva e una mixture di brani di stampo folk, country e southern rock: sono questi gli elementi che rendono Lucinda Williams una delle più famose e apprezzate cauntatrici americane ancora in circolazione dal 1978. Come sempre con una marcia in più, The Ghosts Of Higway 20 è un album introspettivo, basato sulle esperienze e sui ricordi che legano Lucinda alla Higway 20, l’autostrada che collega la Louisiana al Texas, tanto per intenderci.

Il lavoro è incentrato su una complessa varietà di microtemi che costellano l’intero percorso delle 14 tracce dell’album. Dust rappresenta la lotta contro la depressione e la solitudine, mentre in Bitter Memory Lucinda analizza gli spettri del suo passato, scacciando la nostalgia e superando le proprie paure. Interessante anche la rivisitazione di House of Heart, il testo perduto di Woody Guthrie e musicato dalla Williams, arrangiato in maniera sublime.

Importante aggiungere che The Ghosts Of Higway 20 è stato registrato con l’ausilio di Butch Norton (batteria) e di David Sutton (basso), ma anche con l’importante presenza in veste di guest di due grandi della chitarra quali Val McCallum e Bill Frisell.

Con quest’ultimo capolavoro Lucinda, all’età di 63 anni, si dimostra ancora versatile, giovanile e capace di emozionare.

Sabino Forte