Voto

7.5

Tra le montagne del Pollino e alle pendici delle sue valli vivono poche migliaia di persone, per lo più anziani contadini abbarbicati alla propria terra e feroci difensori della tradizione. Proprio qui, tra quelle lande quasi del tutto incontaminate, il regista Gigi Roccati canta una fiaba senza tempo, un’Eneide al femminile in cui la giovane protagonista, Lucia (Angela Fontana), affronta la crescita attraverso il duro percorso di redenzione di suo padre Rocco (Giovanni Capalbo). 

La scelta di ambientare la pellicola in una terra tanto affascinante quando misteriosa è determinante: come il volo libero e disincantato di chi non conosce confini e non si ferma sul precipizio della montagna, così la fotografia di Salvatore Landi rivela la Basilicata da un’angolazione mozzafiato che ben restituisce la ruvidità di quei luoghi. Sebbene il cuore della narrazione abiti nelle gambe e nei piedi dei protagonisti, costretti a scappare dalla propria casa minacciata dalle fiamme della delinquenza, LUCANIA – Terra sangue e magia restituisce sinceramente la verità che solo la natura naturans nella sua accezione di presenza infinita e assoluta sa esprimere. Mostra invece con rabbia lo sfregio che l’Eni ha commesso nella Val d’Angri, uno dei luoghi di passaggio dei due protagonisti, integralmente avvelenata dagli scarichi petroliferi tossici.

Agnese Lovecchio