Voto

7

Nella Roma frenetica di oggi, tre anziani – Attilio (Ennio Fantastichini), Giorgetto (Giorgio Colangeli) e il “Professore” (Gianni Di Gregorio) – si trovano in una situazione economica instabile che non sembra sconvolgerli particolarmente: trascorrono le giornate nella normale e confortevole quotidianità, girovagando nei bar di fiducia tra birre, calici di vino e “gratta e vinci”. Ma quando prendono coscienza di questa noiosa routine giornaliera senza sbocchi, tutto cambia: vogliono vedere la vecchiaia come l’occasione per iniziare una nuova vita e decidono di trasferirsi all’estero.  

Gianni Di Gregorio ribalta la solita narrazione vista e rivista, trasferendo il desiderio di partire, solitamente associato ai giovani, su tre pensionati malinconici e conservatori, che hanno passato la loro intera vita e Roma, senza mai spostarsi. Questo loro essere elettrizzati e spaventati allo stesso tempo all’idea di dover partire innesca situazioni e dialoghi comici, paradossali e divertenti. Loro vogliono infatti cambiare e spostarsi, senza però cambiare realmente, e per questo si mettono in un viaggio senza meta, perché ciò che conta non è la destinazione ma la semplice, fluida azione di muoversi. Così, senza punti di riferimento, il loro ipotetico punto di arrivo geografico viene perso completamente di vista, mentre viene messo a fuoco il loro vero obiettivo, anche se inconscio: semplicemente quello di dare una svolta alle proprie vite, lasciandosi alle spalle il passato.

Avviene così una sorta di passaggio di testimone tra passato e presente, tra vecchiaia e giovinezza, trasformando l’idea di spostamento in un naturale gesto di altruismo. In questo il film si propone come uno specchio dell’attuale situazione italiana, riprendendo il tono satirico e gli stereotipi della commedia all’italiana, dove il desiderio di muoversi e di cambiare assume progressivamente i contorni dell’ansia e della preoccupazione. Ecco che il percorso narrativo scandito dai luoghi simbolo di Roma, inclusa la periferia, si fa metafora dell’idea di cambiamento, che va spesso a braccetto con la paura.

Alessandro Foggetti