Voto

6.5

Remake dell’israeliano The Kindergarten Teacher (Nadav Lapid, 2015), uno dei lavori più solidi del 2015 grazie alla sua natura meravigliosamente imperscrutabile, Lontano da qui mantiene intatto il mistero cardine del film originale. Firmato da Sara Colangelo, il remake vede protagonista Maggie Gyllenthal nei panni di Lisa Spinelli, una moglie, madre e lavoratrice insoddisfatta di Staten Island. Le sue aspirazioni artistiche frustrate trovano finalmente un nuovo stimolo quando scopre che uno dei suoi alunni di cinque anni, Jimm (Parker Sevak), è un prodigio della poesia: la sua sintassi e il suo vocabolario provengono evidentemente da un “altrove” non ben identificato, che fortunatamente non va alla deriva verso lidi paranormali o soprannaturali. L’unico desiderio di Lisa è reale e concreto: conservare il lavoro del ragazzo.

Mentre l’interesse di Lisa nei confronti del ragazzo cresce rapidamente, passando dall’entusiasmo all’ossessione, si assottiglia sempre di più il confine tra ciò che può o non può essere considerato un comportamento professionale accettabile. Per questo lo spettatore rimane incerto sulla posizione da assumere: Lisa è semplicemente un mentore troppo zelante o può rappresentare una vera minaccia per il benessere di un bambino? L’ambiguità con cui Colangelo costruisce questa dinamica psicologica è intrigante, ma allo stesso tempo lascia perplessi: la scelta di adottare uno sguardo a metà tra Will Hunting e un raccapricciante thriller psicologico crea attorno all’argomento, di per sé delicato, una zona grigia che rischia di risultare fuorviante.

Modellando il soggetto originale di Laipid per adattarlo e modificarlo liberamente al nuovo contesto, Colangelo crea un dramma che incuriosisce, fortemente incentrato sulla protagonista: Gyllenhaal conferma la sua abilità nel trasmettere l’inquietudine di una donna ancora inconsapevole di sé, incapace di individuare ciò di cui ha bisogno per sentirsi davvero realizzata. Ma il motivo di questa inettitudine non viene mai chiarito: disturbi mentali o comportamentali? Traumi passati? O è solo una ricercatrice di bellezza che ha trovato in Jimmy un’anima artistica incompresa? La dissolvenza finale lascia irrisolte queste domande e l’equivocità psicologica con cui Colangelo presenta le azioni di Lisa lascia un po’ di amaro in bocca.

Anna Bertoli

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